Ho incontrato davvero tanti imprenditori con l’ambizione di esportare i propri prodotti in terra straniera, spinti da un entusiasmo incontenibile, ma che hanno dovuto rapidamente tirare i remi in barca quando si sono scontrati con la realtà, fatta di difficoltà organizzative, procedure complicate, regole incomprensibili.

Ogni paese ha le sue di regole, regole a cui bisogna adeguarsi per non vanificare i propri sforzi e gettare al vento le tante possibilità che ancora ci sono, anzi forse sono le uniche rimaste, ma adeguarsi significa costi, tempo, risorse che le piccole imprese spesso non hanno.

Per fortuna almeno in Europa, le regole sono abbastanza uniformi, perciò per chi comincia  un percorso che conduce alla realizzazione di un progetto di export, ragionare sui mercati europei può essere probabilmente l’unica scelta possibile.

 

Esportare, dove fallisce il tuo ragionamento.

 

Sei un imprenditore del settore agroalimentare, ad esempio realizzi prodotti da forno tipici della tua zona, sai fare bene il tuo lavoro, fai un prodotto di qualità molto apprezzato a livello locale e giustamente ambisci ad allargare il tuo mercato. Pensi che sia sufficiente contattare un buyer della Gdo di un altro paese, stringere un discreto accordo magari agevolando un prezzo molto vantaggioso per loro? Pensi di aver risolto così il problema e di essere già alla guida di una azienda internazionalizzata? No, non lo pensi, sò bene che gli imprenditori sono persone intelligenti e non si fanno suggestionare dal primo canto delle sirene.

In effetti uno dei primi grandi errori compiuti dalle imprese medio piccole, nel tentativo di esportare i loro prodotti, è quello di rivolgersi alla grande distribuzione. E’ molto probabile che tu non sia in grado di soddisfare le esigenze quantitative di grandi distributori, perciò evita di imbarcarti in contratti che non riuscirai ad onorare bruciandoti subito una buona opportunità futura.

Altro errore molto comune è quello di non analizzare il mercato di destinazione, inutile sbarcare sui mercati medio orientali con la nostra produzione di insaccati di maiale no? può sembrarti stupido  questo esempio ma ti assicuro che ne abbiamo viste di tutti i colori.

Produci gioielli di fascia medio alta, hai tutti i requisiti di un prodotto ricercato, di design, alla moda e decidi di esportare in Grecia? Bhè forse riuscirai anche a vendere qualcosa ma, pensi che sia il posto ideale dove cominciare la tua avventura?

 

Le 7 regole fondamentali per prepararsi al Grande Salto!

 

Prepararsi ad esportare è un impegno preciso con le sue necessità e regole, fallo male e ne pagherai le conseguenze.

  1. Analizza il profilo Macroeconomico del paese di riferimento, questo significa che devi renderti conto di cosa ti aspetterà nell’immediato ma soprattutto nel futuro, è un paese in espansione? in recessione? stabile? Ricco, povero? Qual’è il reddito medio dei cittadini? in che settore lavora la maggioranza dei cittadini nel primario?(agricoltori) nel secondario?(operai) nel terziario? (impiegati) e qual’è la loro propensione alla spesa? Etc. Etc.
  2. Definisci le dinamiche della concorrenza, cosa vendono, dove  e come lo vendono. Da come si muove la Grande distribuzione a come sono distribuiti i piccoli mercati locali, ovviamente molto dipende dalla tipologia di prodotto che proporrai, ma più cose saprai sui tuoi concorrenti e più facile sarà studiare una strategia di ingresso efficace.
  3. Definisci le dinamiche della distribuzione dei prezzi, quali prodotti si vendono e che prezzo sono disposti a pagare i tuoi potenziali clienti, anche qui acquisisci i dati dalla concorrenza.
  4. Avrai bisogno di qualcuno con delle competenze linguistiche all’altezza, anche se ti sei sempre fatto capire quando portavi tua moglie all’hotel Papillon a Parigi, non fare la figura di Totò e Peppino a Milano.
  5. La produzione deve essere adeguata al mercato di riferimento, questo significa prodotti certificati! Sono un vantaggio notevole su gran parte dei tuoi concorrenti, vale la pena investirci su.
  6. Non sottovalutare la tua presenza sul Web, deve essere una presenza forte e di qualità, non basta un sito vetrina realizzato da tuo cugino, devi essere professionale soprattutto nel modo in cui ti presenti, è il tuo bigliettino da visita.
  7. Definisci quindi una corretta modalità di entrata nel mercato estero, pianifica una attenta strategia, lasciati aiutare da un esperto, contatta le associazioni di categoria, sfrutta gli strumenti di promozione degli enti territoriali o governativi.

 

Adesso, qualsiasi paese tu abbia scelto dove andare a piazzare i tuoi prodotti, prendi in seria considerazione di crearti prima una struttura in UK, costituisci una limited company (sono le srl italiane ma con un milione di vantaggi in più). Questo è un modo semplice per godere della reputazione insita in una limited company di diritto inglese, nonchè per tutta un altra serie di vantaggi che puoi scoprire scaricando il file pdf gratuito attraverso il modulo che trovi a destra dell’articolo che stai leggendo, visitando il blog di libero dove troverai decine di articoli in merito. Se hai dubbi o ti serve una mano contattaci, è gratis! 😉