Trasferimento della residenza all’estero: Exit Tax
Se hai deciso di trasferire la tua azienda all’estero devi sapere che lo stato Italiano ti chiederà l’ennesima tassa, prima che tu possa lasciare il suolo patrio dovrai ancora una volta mettere mani al portafoglio.

La exit tax è un’imposta sui redditi dovuta sulle plusvalenze realizzate in occasione del trasferimento della residenza all’estero verso uno Stato appartenente all’Unione europea o aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo. Si paga questa tassa nel momento in cui perdi la tua residenza ai sensi della normativa fiscale italiana.

Come ben sappiamo una persona fisica si considera residente in Italia se

  1. per la maggior parte del periodo d’imposta, risulta iscritta nelle anagrafi della popolazione residente (AIRE)
  2. ha nel territorio dello Stato la residenza ai sensi del codice civile
  3. ha nel territorio dello Stato il domicilio ai sensi del codice civile

Le società di persone o le società di capitali si considerano residenti in Italia quando:

  1. per la maggior parte del periodo d’imposta hanno la sede legale nel territorio dello Stato.
  2. la sede dell’amministrazione nel territorio dello Stato.
  3. l’oggetto principale della loro attività nel territorio dello Stato

Il trasferimento all’estero della residenza o della sede che tu sia persona fisica o società è disciplinato dall’art. 166 del T.U.I.R. che prevede:

Presunzione di realizzo al valore normale e pertanto possibile emersione di plusvalenza, dei componenti dell’azienda o del complesso aziendale trasferiti all’estero che non siano confluiti in una stabile organizzazione in Italia; significa che trasferendo la tua azienda e conseguentemente cedendo alcuni asset aziendali, realizzerai una plusvalenza su cui dovrai pagare una tassa extra.

L’applicazione della exit tax viene circoscritta a coloro che svolgono attività commercialee si applica solo in seguito al trasferimento all’estero della residenza.

La exit tax non trova applicazione quindi, se a seguito del trasferimento di residenza, i beni confluiscono in una stabile organizzazione sita nel territorio dello Stato italiano, cioè se viene trasferita la sede legale mentre si lascia in Italia una sede secondaria per continuare ad operare sul territorio, sempre che tali beni non siano successivamente alienati. Analogamente si considerano sottoposte ad exit tax, le plusvalenze relative a stabili organizzazioni all’estero del soggetto italiano che trasferisce la sede.

Le modalità di tassazione ed i criteri di determinazione dell’imposta dovuta potete rinvenirli nel D.M del 2 agosto 2013, il vostro commercialista saprà sicuramente metterci le mani, ciò che conta sapere è che nel computo della plusvalenza viene considerato anche il valore dell’avviamento, dei beni immateriali, dei rischi propri dell’azienda.

Come è facile intuire questa normativa suscitò non pochi problemi a livello europeo, ed infatti furono avviate nei confronti dell’Italia delle procedure di infrazione alla libertà di trasferimento. Per non correre il rischio di perdere gli introiti derivanti da questa ennesima tassa, furono introdotte modifiche quali ad esempio il regime di sospensione della riscossione e la rateazione.

Sospensione: consente un recupero graduale dell’imposta più specificatamente nell’esercizio in cui la plusvalenza si considera realizzata.
L’opzione della sospensione deve essere esercitata per tutti i beni migranti e vale fino alla realizzazione dei suddetti ed in ogni caso non oltre 10 anni dal trasferimento della residenza.

Rateizzazione: possibilità di optare al posto del pagamento immediato al momento del trasferimento di residenza, per il pagamento rateale di quanto dovuto. In particolare è consentito rateizzare l’imposta in sei quote annuali di pari importo a partire dall’esercizio in cui ha efficacia il trasferimento. In questo caso il contribuente non è tenuto ad alcun obbligo di monitoraggio.

Si decade dal beneficio della sospensione e della rateizzazione in tali casi:

  1. Fusione, scissione o conferimento d’azienda
  2. Apertura di una procedura d’insolvenza, di liquidazione o di estinzione
  3. Trasferimento della residenza in stati diversi da quelli della UE o SEE
  4. Cessione delle quote da parte dei soci delle società di persone.

L’argomento del trasferimento della sede legale della società è di estrema importanza, e non per la questione tasse così come può sembrare da quanto detto sin’ora.

Grazie soprattutto all’intervento del legislatore europeo si sono aperte delle enormi possibilità nell’ambito della legge fallimentare.

Se la tua zienda non naviga in mari tranquilli, resta sintonizzato perchè a breve accenderò un faro sulla costa e potrai dirigere verso acque più amiche….nel frattempo leggiti come funziona il fallimento in UK e fai qualche riflessione!

 

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