Ma è possibile che una multinazionale di questo calibro utilizzi questi mezzi per pagare meno tasse?

L’ho già detto altre volte ma lo ripeto anche qui, è un dovere di ogni amministratore di società quello di far di tutto per pagare meno tasse possibili per la società che amministra, e naturalmente è suo dovere farlo con sistemi legali per non rischiare sanzioni pesanti, perdita di immagine e ripercussioni sul Brand.

Quindi la strada maggiormente praticata è quella di una attenta pianificazione fiscale che comincia dalla scelta della sede legale della società, nel caso di Mcdonalds trasferita dal Lussemburgo a Londra.

Giocano d’anticipo alla Mcdonalds, sono certi che la Brexit porterà dei vantaggi di natura fiscale alle società Britanniche, e d’altronde è quello che la stessa May ha annunciato pochi giorni fa, cioè il progetto di una ulteriore riduzione della corporate tax al 17%, si aprirà così la strada verso una progressiva trasformazione della Gran Bretagna in una sorta di paradiso fiscale off-shore, senza le palme e le spiaggie tropicali ma ad un tiro di schioppo dall’Europa.

Con la sede a Londra i profitti delle miriadi di ristoranti nel mondo di proprietà del colosso americano ( circa 36mila) arriveranno sui conti correnti di qualche banca londinese e una piccola percentuale nelle casse della HMRC, l’agenzia delle Entrate Britannica. Infatti la decisione della più grande catena di fast-food del pianeta, sicuramente porterà centinaia di milioni di sterline in più di tasse al Regno Unito.

Vuoi vedere che la strategia di abbassare le tasse alle aziende in fondo in fondo porta dei benefici alla comunità? Lo capiranno mai in Italia? non credo.

Per questo motivo consiglio sempre a chi fa impresa in Italia di studiare la propria personale Exit Strategy, un sistema per pagare meno tasse, per liberarsi dal socio occulto che si chiama stato italiano. Un socio ormai di maggioranza che si pappa la maggior parte degli utili senza rischiare nulla.

Ma torniamo da Mcdonalds, non per mangiare un panino ma per fargli due conti in tasca: seppur ufficialmente l’azienda fondata nel 1961 da Ray Kroc in California, comunica di aver lasciato il Lussemburgo per motivi inerenti a questioni linguistiche, presenza di dipendenti già sul posto, ed altre baggianate del genere, in realtà tutti sanno che lo ha fatto per modificare le sue già efficaci strategie fiscali.

Secondo una stima del Financial Times, dal 2009 a oggi quelli della Big M hanno pagato soltanto l’1,49% di tasse su utili per 1,8 miliardi di dollari americani.

Tutti i grandi gruppi ormai perseguono l’obiettivo di pagare meno tasse con sistemi più o meno etici, dipende dai punti di vista, discorso che esula dagli obiettivi di questo post, e lo fanno con la consapevolezza che non avranno ripercussioni di sorta sul Brand ma solo vantaggi economici, se vuoi leggere altri post a riguardo ti segnalo: tasse in Irlanda quanto paga Apple oppure pagare-meno-tasse-la-struttura-ikea.

Se invece ti iteressa conoscere anche gli altri motivi che spingono tantissimi imprenditori a venire a fare impresa a Londra guarda il video qui sotto.

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