Sarebbe un bel quadro rw se potesse rimanere vuoto

Anch’ io sono stato un “Contribuente” Italiano e se non fosse per il fatto che non sono più residente fiscalmente in Italia, ( leggi qui per saperne di più sulla residenza fiscale) avrei dovuto compilare anche quest’anno quel modulo che vedi qui sopra, il famoso quadro RW della dichiarazione dei redditi. ( Quest’anno, però, lo compilerà mia suocera, e come spesso accade mi divertirò a sentirla imprecare!)

I contribuenti italiani devono dichiarare nel quadro RW le attività patrimoniali (immobili, oggetti preziosi ed opere d’arte; imbarcazioni) e finanziarie (conti correnti – obbligazioni – azioni -etc) detenute all’estero ma che realizzano un reddito imponibile in Italia, in pratica, attraverso la compilazione del quadro RW , l’Agenzia delle Entrate verifica e controlla l’esistenza di investimenti esteri effettuati dai contribuenti: il cosiddetto Monitoraggio.

Ricorda che i beni detenuti all’estero devi dichiararli indipendentemente dall’effettiva produzione di reddito nel periodo d’imposta. Significa che scatta l’obbligo di dichiarare sempre, è infatti sufficiente che la loro capacità di produrre reddito imponibile sia meramente potenziale. Perciò se hai una bella barca ormeggiata in un porto greco sei comunque tenuto a dichiararla al fisco, ecco perchè certi armatori preferiscono Malta dove compiendo una certa operazione…

Almeno c’è un limite per le attività finanziarie estere

Poca cosa..l’articolo 2, comma 4-bis del D.L. n. 4/2014, ha previsto che questo monitoraggio dell’Agenzia delle Entrate riguardo le attività finanziarie detenute all’estero non si effettua per i depositi e i conti correnti bancari  “il cui valore massimo complessivo raggiunto nel periodo d’imposta non sia superiore a €. 10.000“.

Questo limite è stato ultimamente elevato sino a €. 15.000 significa che se la consistenza media sul conto corrente non supera i €15.000 non sei obbligato a  compilare il quadro RW ai fini del Monitoraggio.

Possiedi o stai pensando di acquistare un immobile all’estero? Devi sapere che oltre l’obbligo di Monitoraggio che assolvi con la compilazione del quadro RW, dovrai pagare l’ IVIE: Imposta sul valore degli immobili situati all’estero.

L’imposta si applica in modo analogo all’IMU.

L’aliquota IVIE per il 2016 è pari allo 0,76% del valore degli immobili, è in proporzione alla quota di possesso e ai mesi di effettivo possesso. Non devi pagare nulla se l’importo non supera le 200 euro, e non è necessario comunicarlo in dichiarazione dei redditi mediante la compilazione  del quadro RM, ma il quadro RW va comunque compilato!

Scadenze IVIE:

  • Primo acconto IVIE scadenza 16 giugno 2016;
  • Secondo acconto o unica soluzione, entro il 30 settembre 2016.

Se paghi in ritardo è possibile sanare la violazione entro 30 giorni dalla scadenza originaria, applicando una maggiorazione alle somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

L’IVAFE

L’IVAFE 2016 è l’imposta che le persone fisiche residenti in Italia devono pagare allo Stato, se detengono prodotti finanziari, ovvero conti correnti o libretti di risparmio all’estero. L’aliquota IVAFE è pari al 2 per mille e deve essere versata direttamente dal contribuente dichiarandola nel quadro RM del modello Unico.

L’IVAFE  come detto, si applica ai prodotti finanziari detenuti da residenti italiani all’estero fatta eccezione per quelli detenuti presso intermediari italiani per le quali è prevista l’applicazione di un’imposta di bollo.

Nei Paesi appartenenti all’Unione Europea si paga l’imposta per ciascun conto corrente e libretto di risparmio in misura fissa pari a euro 34,20.

 

 

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