Ormai ho appurato che certi meccanismi non differiscono di molto tra l’Italia e l’Inghilterra, il recupero crediti nel Regno Unito funziona come da noi.

Sicuramente nei tempi e nell’ efficacia del recupero, sono più efficenti i Britannici, e nessuno credo abbia difficoltà a crederlo, con un sistema normativo semplice ed una procedura più snella e veloce non poteva essere altrimenti.

L’immagine che vi propongo qui sopra è quella di una lettera ricevuta dalla società di un nostro cliente che si era assentato dal paese per un lunghissimo viaggio d’affari, era partito per fare business in Oriente e si era completamente dimenticato di delegare alcune incombenze a qualcuno di fiducia, in più, qualche incomprensione con  il suo commercialista ha generato una posizione di debito IVA nei confronti dell’ H M Revenue and Customs, l’agenzia delle entrate Britannica.

Chi si occupa del recupero crediti nel Regno Unito

Dopo un paio di avvisi di pagamento ricevuti direttamente dall’HM Revenue and Customs, questi signori non hanno perso ulteriore tempo nel cercare di recuperare il proprio credito ed hanno subito ingaggiato una compagnia specializzata in queste tipo di operazioni.

Con la freccetta rossa nell’immagine ho evidenziato le referenze di questa compagnia di recupero crediti del Regno Unito, regolarmente autorizzata dalla FCA, Financial Conduct Authority, l’ente Inglese che si occupa del corretto funzionamento del mercato finanziario, attraverso un poderoso ed efficacissimo sistema di controlli, autorizzazioni e procedure.

Nella foto c’è scritto che la società Akinika è appunto autorizzata e controllata dll’FCA, la quale come riportato nel loro sito che ti ho appena linkato, si assicura che:

  • il settore finanziario sia gestito con integrità
  • le aziende forniscano ai consumatori prodotti e servizi adeguati
  • i consumatori possano fidarsi delle imprese che hanno a cuore gli interessi del consumatore.

Tutto il sistema è ovviamente regolato dalla legge Inglese, e non mancano di inserirti il riferimento nella lettera, si tratta del Consumer Credit ACT del 1974.

La lettera prosegue con l’invito a contattarli nel caso non sia chiaro di quale tipo di debito si tratti o se si ritiene di non essere in debito ed aver assolto regolarmente ai propri obblighi ed oneri, in questo caso ovviamente dovrete essere pronti a fornire delle prove a supporto della vostra posizione, e cioè pronti a fornire ricevute di pagamento e quant’altro a richiesta.

Vi chiedono ancora di pagare il vostro debito direttamente a loro e non più all’ente creditore, per evitare di lasciare aperta la posizione debitoria nei loro confronti e creare ulteriori disguidi, potrebbe infatti volerci del tempo per verificare il pagamento effettuato e nel frattempo potrebbero partire ulteriori azioni di recupero del credito nei vostri confronti con ulteriore aggravio di spese.

Se riconoscete, ma ritenete di non poter pagare il vostro debito, avete la possibilità di contattarli per verificare la possibilità di un sistema alternativo per il saldo del debito, come una possibile rateazione ecc.

Infine vi allegano un bollettino per il pagamento da presentare in banca e chiudere così la vostra posizione debitoria, potrete pagare anche con altri metodi, bonifico, carta di credito, carta di debito, per telefono, all’uffico postale, con l’addebito sul conto conto corrente.

E’ chiaro che l’operazione vi sarà costata qualcosa in più rispetto al vostro reale debito con l’agenzia delle entrate, ma è normale che sia così, la prossima volta farete più attenzione, il recupero crediti nel Regno Unito funziona bene, cercate di evitarlo.

 

 

 

 

 

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