Leggi la storia di Valentino Rossi e le sorelle Gucci e scopri quanto sia importante il concetto di residenza fiscale prima che l’Agenzia delle Entrate ti inculchi………… il desiderio di ammazzare il tuo commercialista!

Quando alla porta di casa Rossi bussò il funzionario dell’Agenzia delle Entrate per notificare l’accertamento a Valentino, non sarò stato un bel momento, soprattutto perchè fu allora che il Campione Romagnolo scoprì di aver pagato un sacco di soldi a dei “super consulenti” col risultato di rimetterci ben 25Milioni di euro!
Certo errare humanum est, ma sbagliare sulle nozioni di base è da veri incompetenti, e dovevano avergliela raccontata giù bene a Valentino Rossi, lo avranno intortato con frasi del tipo:

– trasferisci la residenza in UK! Nel Regno Unito si pagano le tasse su base territoriale, significa che i redditi prodotti all’estero non pagano tasse in UK, (Il chè è vero), tu sei sempre in giro per il mondo quindi sei a posto! –

Ma dove avrebbero sbagliato questi pseudo esperti di fiscalità internazionale? Prima ho bisogno di introdurre qualche concetto base, citerò alcuni articoli del codice civile, esporrò concetti di diritto tributario, forse commenterò qualche sentenza della Suprema Corte di Cassazione o di quella Costituzionale! ma solo per sembrare più figo.

Art. 43.
Domicilio e residenza.

Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi.
La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

Questo è quello che prevede il codice civile, ma per considerare una persona residente fiscalmente in Italia bisogna far riferimento al Tuir (testo unico delle imposte sui redditi) e precisamente all’art. 2 comma 2, il quale recita:

“Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta (183 giorni all’anno) sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.”

Quindi è necessario che:

1 – Per 183 giorni all’anno tu viva effettivamente all’estero.
2 – Devi iscriverti all’anagrafe dei residenti all’estero (AIRE).
3 – Il tuo effettivo domicilio sia all’estero, cioè il centro dei tuoi affari ed interessi.

Piccola ma sostanziale differenza se questo “estero” è un paese in Black list (lista di paesi che non collaborano nello scambio di informazioni bancarie e fiscali).

In questo caso l’art. 2 comma 2 bis sempre del Tuir, introduce una cosiddetta presunzione legale relativa (tranquillo, anche questa la scrivo solo per fare il figo) che inverte l’onere della prova cosicché spetterà al contribuente provare la sua effettiva residenza. Se il tuo “estero” invece è un paese in White list come nel caso di Valentino Rossi residente nel Regno Unito, l’onere della prova spettava alla Agenzia delle Entrate.
Come dei perfetti Magnum PI armati di una bella fotocamera con lo zoom, gli agenti dell’Agenzia delle Entrate hanno immortalato più volte il nostro campione indiscusso magnifico insuperabile (si vede che sono tifoso?),  tornare a casa in Italia durante la stagione di gare e nel periodo “OFF season”, per far visita alla sua mamma e la sua bella motocicletta parcheggiata in garage.

Cosa hanno potuto contestare quindi a Valentino Rossi?

Il centro dei suoi interessi familiari non è stato trasferito all’estero!, si considera quindi il Valentino Rossi fiscalmente residente in Italia.

Ciao ciao 25 milioni.

Stessa sorte è capitata alle sorelle Gucci, per loro la multa è ancora più salata, ben 112 milioni da versare nelle casse dell’erario Italiano.Stessa situazione di Valentino Rossi, spostarono la residenza a Saint Moritz ma continuavano a frequentare per più di 183 giorni all’anno l’Italia, gestendo conti bancari in Italia, partecipando a consigli di amministrazione in Italia, e così via.

Dopo essere state assolte in primo grado, i giudici della Commissione tributaria regionale della Lombardia hanno infatti ribaltato la sentenza della Commissione provinciale e condannato le sorelle con sentenza del 13 marzo 2017. Unica speranza per loro è la cassazione, ma la vedo dura. E dire che tutto nacque a causa dell’avvocato Svizzero che si è fatto beccare con un data base pieno di nomi di persone che con il suo aiuto avevano strutturato il cambio di residenza. Ma leggetevi l’articolo sul sole 24 ore a riguardo..

Consiglio spassionato quindi, a tutti i residenti all’estero, se avete ancora in Italia la famiglia, la casa, un mutuo un conto corrente ecc. sappiate che per il fisco siete fiscalmente residenti in Italia e pretenderanno da voi che paghiate i contributi dovuti, si perché a differenza del Regno Unito la nostra “amata” Patria utilizza il principio di tassazione denominato Worldwide Taxation Principle.

Secondo tale principio sono soggetti a tassazione nel nostro paese tutti i redditi del soggetto, a prescindere dal luogo in cui essi sono stati prodotti: dunque, anche se prodotti all’estero.

Vi sottolineo che ciò di cui vi ho parlato sino ad ora riguarda gli aspetti relativi alla residenza fiscale della persona fisica, in un prossimo articolo vedremo come funziona per le persone giuridiche, e vi assicuro che ci sarà da divertirsi, ho un paio di aneddoti di alcuni clienti da raccontarvi.

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