Ho la residenza nel Regno Unito e sono domiciliato nel Regno Unito, qui in UK il sistema è un pò diverso da quello Italiano e vale la pena capire in che modo si differenzia per sfruttarne al massimo i vantaggi di natura fiscale.

La residenza nel Regno Unito e il domicilio  hanno qualche differenza rispetto al significato dato a questi due concetti dall’ordinamento Italiano. Come ho spiegato già in questo articolo la residenza in Italia è il luogo dove hai la dimora abituale, dove vivi ed abiti, il domicilio è il posto dove hai il centro dei tuoi affari ed interessi.

Per  essere considerato residente nel Regno Unito dalle autorità del Regno Unito, è necessario e sufficiente che sia realizzato uno dei seguenti criteri:

1 –  presenza della persona fisica per almeno 183 giorni dell’anno fiscale nel regno Unito. Si considera la presenza su suolo britannico entro la mezzanotte del giorno conteggiato.

2 – l’intenzione di vivere nel Regno Unito in modo permanente ovvero di svolgervi attività lavorativa per almeno un biennio;

3 – la visita effettiva (compreso l’animus). Visitare regolarmente il Regno Unito nel corso di 4 anni fiscali con una media di almeno 91 giorni per anno fiscale, se hai disponibilità di una abitazione permanente è considerato dalla Autorità fiscale  indice fondamentale della volontà (animus) di visitare regolarmente il Paese.

Puoi ottenere la residenza nel Regno Unito quindi,  anche se trascorri meno giorni a patto che si configurino altre situazioni, è il concetto di ordinary residence.

La ordinary residence è  “the place where the individual customarily has his home”, dunque il luogo di dimora abituale, essa è legata ad elementi quali ad esempio il tipo di presenza fisica, cioè stabile o saltuaria.

La tua presenza fisica in UK non deve essere una presenza casuale ma ripetuta nel tempo e con uno scopo preciso. Ad esempio hai casa in UK dove moglie e figli vivono abitualmente, ma hai anche casa in USA perchè il tuo lavoro ti porta ad essere più spesso in USA che in UK, bene anche se negli ultimi tre anni avrai trascorso meno di tre mesi in UK, sarai sempre considerato come ordinary residence, perchè il tuo ritorno in UK è costante e non casuale, torni a casa per vedere la famiglia, trascorrere le feste ecc., si configura quindi una situazione di stabilità anche se per pochi giorni all’anno ma duratura nel tempo.

Il domicile: il discorso del domicilio invece è ancora diverso, ed abbastanza complicato, se non si dispone di reddito e/o di utili derivanti da attività estere allora lo stato di domicilio non ha alcuna attinenza con la tua posizione, nè sul reddito nè sulle plusvalenze e non è necessario prenderla in considerazione. Per capire se sei domiciliato o meno nel regno unito ti aggiungo uno schema realizzato dalla HMRC, un flowchart che puoi seguire per capire la tua situazione o programmare i tuoi prossimi passi.

residenza nel regno unito schema indicativo

 

( il resto dei flowchart li trovi a questo link per continuare i percorsi)

 

La differenza tra domiciliato e non domiciliato è estremamente rilevante per i seguenti motivi:

1– la persona fisica che residente nel Regno Unito, ma non domiciliata, è soggetta ad imposta sul reddito  prodotto nel regno Unito e in rapporto al reddito prodotto all’estero che viene fatto rientrare nel Regno Unito, ma non sui redditi o i guadagni realizzati all’estero e non rientrati nel Regno Unito.

2 – le persone residenti e domiciliate nel Regno Unito sono comunque tassate sui redditi ovunque prodotti nel mondo.

Inoltre, per il soggetto residente non domicilato si applica l’imposta di successione limitatamente ai beni esistenti nel Regno Unito e non a quelli situati all’estero.

Quale utilità pratica puoi ottenere se sei residente non domiciliato in UK?

Come detto se sei residente “non dom” non verrai tassato sui redditi prodotti all’estero fin tanto che quei soldini non li trasferirai in UK, quindi potrai beneficiare ad esempio di una società off-shore e di un conto corrente off-shore senza che il governo inglese abbia alcun interesse nei tuoi confronti, quando sei in UK puoi utilizzare comunque la tua carta di credito collegata al conto off-shore per fare le tue spese, ricorda che non puoi trasferire nessuna somma su un conto in UK altrimenti ti verrà tassata.

Ricorda che in UK con la prima dichiarazione dei redditi, si dichiara se si è non dom e puoi  richiedere la “remittance base” (ossia di essere tassato solo sui redditi prodotti in UK) oppure la “arising base” (tassato su tutti i redditti ovunque prodotti)

Scegliendo la remittance base qui in UK si perdono alcune agevolazioni fiscali, come ad esempio l’esenzione fiscale sui redditi fino a 10,600 sterline; a partire dal settimo anno poi, ci sono delle tasse forfettarie da pagare se si vuole mantenere la remittance base.

Se hai la residenza nel Regno Unito di tipo “non dom” non hai l’obbligo di risiedere a lungo in UK, possono essere sufficienti anche 30/40 giorni l’anno, sicuramente questo non ti permette di avere un lavoro stabile sul territorio, devi quindi essere certo di avere abbastanza denaro da poterti  permettere una tale permanenza e mantenere il tuo status.

Il mio consiglio è di consultare sempre degli esperti professionisti sia che tu stia pensando di ottenere la residenza nel Regno Unito ma soprattutto se stai valutando di progettare o pianificare fiscalmente una attività che preveda sedi e/o residenze estere; io mi sono rivolto ad un rinomato studio qui a Londra con cui collaboro attualmente per avere un parere sulla mia attività e  posso dire di aver speso bene i miei soldi, sono sicuro che difficilmente potrò  ritrovarmi in futuro ad affrontare  problematiche irrisolvibili dovute a consulenze fai da te o al consiglio del famoso “cuggino” esperto!

See you soon!