Perchè  l’Irlanda.

Uno dei paesi definiti “fiscalmente accoglienti” dei quali ho promesso di occuparmi e descriverne i vantaggi è  l’Irlanda, le tasse in Irlanda sono sicuramente un argomento convincente per optare il trasferimento della propria attività  in un paese più  “Business Friendly”.

Ho viaggiato parecchio in Irlanda e ho scoperto un paese splendido, sia dal punta di vista paesaggistico, (sono rimasto piacevolmente affascinato dalla la zona di Connemara, ad est di Dublino, percorrete la scogliera in auto per godere di paesaggi unici); e sia mi ha colpito la disponibilità e la socievolezza delle persone, fuori dal comune, soprattutto paragonata agli amati/odiati inglesi.

Ma veniamo all’argomento di oggi: le tasse in Irlanda; prendo spunto dai risultati di una procedura di infrazione della comunità  europea che ha ordinato al governo Irlandese di recuperare da Apple ben 13 miliardi di imposte dovute dal colosso di Copertino. Grazie ad accordi fiscali con l’Irlanda infatti, Apple è stata di fatto assoggettata ad un regime fiscale totalmente personalizzato che è stato giudicato dalla Commissione Europea a dir poco improprio.

L’accordo in effetti prevede nella pratica che i costi siano tutti concentrati nei Paesi ad alta fiscalità  dove hanno sede le controllate operative (Stati Uniti, Belgio, Germania, Francia, Italia etc.), mentre i ricavi delle vendite e dei di diritti di proprietà intellettuale, finiscono in Irlanda. Fin qui solita routine, ma la ciliegina sulla torta è il contratto di Cost Sharing Agreements tra Apple sales international e la casa-madre Apple Inc. con il quale le due società condividono solo il costo di ricerca e di sviluppo dei prodotti.

Il perchè  abbiano scelto l’Irlanda è facilmente detto, di base era già il paese che in europa garantisce una fiscalità  agevolata, vediamo come…

Tasse in Irlanda

In Irlanda si applica un regime fiscale agevolato per imprese e holding internazionali, la tassazione per le imprese residenti in Irlanda è  del 12,50%.

Non solo le tasse in Irlanda fanno gola alle imprese ma anche le agevolazioni. Le differenze rispetto al nostro paese non si limitano all’aliquota, ma anche alla

1- presenza di trattati sulla doppia imposizione

2- assenza di normative sulla thin capitalisation (sotto-capitalizzazione di una società rispetto all’attività  d’impresa esercitata)

3- assenza di normativa anti elusiva tipo CFC (Controlled Foreign Company)

4- assenza di normativa antielusiva sul transfer pricing

5- credito d’imposta sulle spese di ricerca e sviluppo

Ricordiamo che  il trasferimento della società in Irlanda spesso non è dettato esclusivamente da esigenze fiscali, molte  società  soprattutto medio-grandi imprese, attuano una vera e propria politica di internazionalizzazione, ed è corretto in questo caso usufruire delle migliori opportunità che l’Europa  offre, in più l’ambiente economico è  molto favorevole, il sistema giuridico e normativo è  efficiente.

C’è un però , come in ogni bella favola a lieto fine c’è  un però , altrimenti che gusto c’è ?

Tutti i benefici di cui sopra sono riservati alle società  effettivamente residenti sul territorio Irlandese.

Significa che non sarà  sufficiente spostare la sede legale della società  a Dublino, a Cork o in qualche altra città  Irlandese, sarà necessario che la società sia effettivamente guidata, gestita, diretta, controllata in Irlanda, e questo lo si verifica facilmente dal luogo dove vengono svolti i consigli di amministrazione, le riunioni operative, dove vengono stipulati i contratti con i fornitori, i clienti ma anche e soprattutto dalla residenza degli amministratori.

Regime per le Holding

Le holding residenti godono di notevoli vantaggi fiscali.  Il regime di partecipation exemption previsto dal 2004 consente di ottenere l’esenzione dalla tassazione delle plusvalenze realizzate da cessioni di partecipazioni qualificate, ovvero uguali o superiori al 5%.

Anche in questo caso ci sono delle limitazioni, è  richiesta infatti  la sussistenza di determinati requisiti  da parte della casa madre e della società  controllata.

1- La residenza in uno stato dell’Unione Europea

2- La residenza in uno dei Paesi con i quali l’Irlanda ha stipulato un trattato contro la doppia imposizione.

3- la partecipazione deve garantire il diritto al 5% dei profitti della società partecipata e del 5% del patrimonio di liquidazione qualora la società  venga sciolta.

4- vincolo di mantenere la partecipazione per un periodo minimo continuato di 12 mesi

5- l’attività  della società  partecipata deve risultare di carattere commerciale

6- la cessione deve avvenire entro 2 anni dall’acquisizione dei requisiti

Come per altre giurisdizioni abbiamo creato anche in Irlanda una joint venture tra professionisti per assistervi in caso di necessità.

Scrivete nei commenti se volete maggiori informazioni e mandate una mail se volete esporci il vostro caso personale.

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