Il Trust a tutela del patrimonio, funziona o no?

Il Trust a tutela del patrimonio è uno degli strumenti più utilizzati nei paesi anglosassoni, ed ha cominciato a prendere piede anche in Italia, invero con molte difficoltà.

Difficoltà dovute alla estraneità dello strumento tipico di altre giurisdizioni, semplice ma non immediato, dalle enormi potenzialità ma nascoste, approcciato con diffidenza per il timore che suscita la spogliazione della proprietà del patrimonio e la fiducia necessaria da riporre nell ‘amministratore del Trust stesso.

Tutti problemi superabilissimi una volta che ci si è affidati ad un professionista serio in grado di strutturare un trust che funziona come un orologio svizzero.

Se non hai mai sentito parlare di Trust o non conosci neanche le basi dello strumento, cercherò di spiegartelo con l’aiuto del mio amico Gaetano, per gli amici Tanino, che è finito nelle grinfie di un avvocato pseudo professonista, il quale tra un incidente stradale ed una bega condominiale, si proponeva come il  massimo esperto planetario, anzi galattico, della disciplina del Trust.

Per non farti stare in ansia ti dico subito che Tanino se l’è cavata grazie al sopraggiunto termine quinquennale per la istanza di revocatoria, ma il trust impugnato dai creditori di Tanino era stato fatto davvero male, tanto male da non poterlo ascrivere semplicemente all’incompetenza ma anche all trascuratezza ed alla incuria.

Tanino dispone l’istituzione di un Trust conferendo al suo interno l’immobile  in cui vive con la sua famiglia ed altri beni, lo scopo era quello di far fronte al matenimento del miglior tenore di vita possibile dei figli beneficiari del Trust. Tanino il disponente, Anna (la moglie di Tanino)  il Trustee ( cioè colui deputato ad amministrare i beni ), i figli beneficiari. (Spesso l’istituzione del trust prevede anche la nomina del cosiddetto guardiano (o protector) che ha il compito di verificare che le azioni del trustee siano effettivamente dirette a perseguire le finalità del trust.)

Il Trust

Prima di parlare del caso “Tanino contro i creditori” vediamo qualche altra caratteristica non solo dei trust a tutela del patrimonio ma in generale.

E’ opportuno individuare due momenti essenziali nelle operazioni di trust. Si tratta dell’atto di costituzione e dell’atto di conferimento dei beni. Sebbene il conferimento dei beni possa avvenire contestuamente all’atto di costituzione si tratta di due atti ben distinti. Infatti, Tanino potrebbe decidere di istituire un trust con una dotazione minima in denaro rimandando  il conferimento dei beni necessari al perseguimento delle finalità del trust.

Attraverso 
il conferimento dei beni nel trust Tanino si spoglia della proprietà di essi e li affida al trustee il quale dovrà gestirli nell’interesse del beneficiario (indicato da Tanino), per il raggiungimento del fine specifico del trust (indicato da Tanino).

I beni in trust pur essendo intestati al trustee rappresentano un patrimonio separato rispetto a quello di Tanino e dello stesso trustee. Quest’ultimo ha il dovere di amministrare i beni in trust seguendo le disposizioni inserite da Tanino nell’atto istitutivo di trust.

A volte l’atto istitutivo del trust prevede che il trustee stesso possa essere il beneficiario del trust (in questo caso si parla di trust “autodichiarato”).

La segregazione patrimoniale è l’aspetto fondamentale che caratterizza il trust; grazie ad essa  i beni in trust rappresentano un patrimonio separato rispetto ai beni di Tanino e del trustee e, pertanto, qualunque vicenda personale e patrimoniale che riguardi Tanino o il trustee  non colpisce i beni conferiti.

I beni in trust, quindi, non possono essere aggrediti dai creditori personali del trustee, di Tanino e dei beneficiari ed il loro eventuale fallimento non vedrà mai ricompresa nella massa attiva fallimentare i beni in trust (opera il cosiddetto vincolo di destinazione e di separazione).

Tanino si salva in calcio d’angolo

Gli avvocati dei creditori di Tanino hanno chiesto al giudice di esprimersi sulla nullità dell’atto istitutivo del trust, sulla ipotesi di atto simulato ed infine chiesto la revocatoria dell’atto di disposizione con il quale Tanino ha conferito l’immobile nel trust.

Il loro tentativo di far dichiarare nullo il trust è stato subito demolito, non è infatti semplice che un giudice si esprima a favore della nullità dell’atto istitutivo, cioè il trust dovrebbe essere stato fatto davvero coi piedi, dovrebbero cioè mancare gli elementi essenziali indicati nella’art.2 della convenzione dell’Aja.

Sulla simulazione il discorso è un pò più complicato. I creditori sostenevano che l’atto dispositivo del  trust a tutela del patrimonio di Tanino, fosse seguito alla costituzione di un debito da parte di Tanino e quindi fosse stato realizzato appositamente per sottrarre il bene alla garanzia generale dei creditori. Tutto vero! Birbante di un Tanino, sono sicuro che avrai avuto le tue buone ragioni.

Anche la simulazione però non è stata accolta, non è stato provato, secondo i giudici, che l’atto sia stato posto in essere senza la precisa volontà di Tanino di spogliarsi della proprietà del bene, e senza che l’altra parte avesse evidenziato la volontà di appropiarsene, ed è solo in questo modo che si può palesare la simulazione, a prescindere dal  ricorrere dell’eventus e della scientia damni. Ipotesi quest’ultima,  che avrebbe invece trovato sicuro accoglimento nell’istanza di revocatoria se non fosse stato oltrepassato il termine dei  cinque anni che ha salvato Tanino.

Il Trust a tutela del patrimonio in conclusione, è di sicuro uno strumento molto efficace in determinate condizioni, a patto che venga realizzato da persone competenti ed esperte, con l’intervento di validi professionisti qui in Inghilterra ed affermati legali in Italia, possiamo essere sicuri di trovarci in buone mani.

Per quanto riguarda la protezione di un immobile posso aggiungere che il Trust deve essere visto come la componente di una strategia più ampia che realizza la completa inattacabilità della proprietà da parte di creditori, un sistema che si pone in essere ed è già stato testato diverse volte, funziona molto bene a patto che sussistano determinati presupposti.

Se vuoi approfondire il discorso e magari farlo calzare sulla tua situazione personale, contattaci o vieni a trovarci a Londra, qui di Trust se ne intendono!

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Istituzioni del diritto dei trust negli ordinamenti di origine e in Italia



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